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Panpepato ferrarese, dai un tocco speziato alle tue feste

Ingredienti, storia, etimologia di un dolce tipico intramontabile

La cucina, come l’abbigliamento, la scrittura, l’arte e qualsiasi altra forma che segue una linea di pensiero, è influenzata dalla storia e dalla moda.
C’è stato un periodo, nel Medioevo, in cui la moda prevedeva di arricchire in vario modo il pane, in modo da renderlo più articolato come prodotto e quindi più gustoso.
In diversi scritti ci si imbatte in pani pepatis o melatis, quindi pani arricchiti da pepe o spezie e miele.

Il cugino del pampepato ferrarese

Un dolce che, nel corso della storia, è sopravvissuto ai secoli rimanendo invariato è il noto Panforte toscano. Il panforte può essere considerato il cugino del pampepato ferrarese.
Vediamo ora di individuare quali possono esse le caratteristiche in comune tra questi due antichi dolci.
Entrambi nascono dal pane, come descritto anche dai due nomi. Sempre dal nome si intuisce il desiderio dei creatori di arricchire questo prodotto.
Il panforte, esattamente come il pampepato ferrarese, è un pane arricchito principalmente di frutta e spezie, ciascuno le sue.

Cosa c’è dentro al pampepato ferrarese

Il pampepato ferrarese è un dolce antico e come tutti i dolci tipici che hanno origini molto lontane ha una ricetta depositata, l’originale, e mille altre versioni legate a famiglie e tramandate di generazione in generazione.
Per questo quando ci si chiede che cosa c’è dentro al pampepato ferrarese le risposte possono variare un po’.
Indicativamente possiamo dire che, per fare un buon pampepato ferrarese, non possono mancare: farina, cacao, zucchero, le spezie di cui parlavamo prima, cannella e chiodi di garofano, canditi che di solito sono arancia e cedro e frutta secca, i più utilizzati sono mandorle e pinoli.
Per amalgamare tutti questi ingredienti viene impiegato caffè ma c’è anche chi preferisce usare il vino.
Il tocco finale è la forma e la copertura. Il pampepato sembra una piccola pagnotta tonda poco lievitata che poi viene ricoperta di cioccolato fondente che lo rende irresistibile.

Perchè si chiama pampepato

Anche l’origine del nome si perde nella notte dei tempi. Certo è che la sua origine è quella di un pane che è stato arricchito, detto questo, pampepato potrebbe significare o pan pepato oppure pan del Papa.
Nel primo caso, pan pepato, si tratterebbe di un pane arricchito dalle spezie.
Nel secondo caso, pan del Papa, infatti il pampepato pare che sia nato o dalle mani delle monache del Corpus Domini o alla corte estense, in onore del cardinale Ippolito II d’Este; quindi la vicinanza al mondo ecclesiale lo potrebbe ricondurre a una papalina e la ricchezza del prodotto avvicinarlo alla figura del Papa.

Il pampepato oggi

Dal Medioevo a oggi il pampepato viene ancora gustato tra le vie di ferrara da ferraresi e non. Lo si può gustare nei principali bar e pasticcerie della città di Ferrara.
Il pampepato è un dolce legato alle feste, nello specifico le festività natalizie e di fine anno.
Essendo un dolce con molto cioccolato è più comune e frequente nella stagione fredda ma esistono posti dove anche in un weekend estivo si può trovare il panpepato monodose e assaggiare questo dolce antico e intramontabile.


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